Monviso – Cresta Est

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Località: Rifugio Quintino Sella (Crissolo, CN), Piemonte

Itinerario di salita alternativo alla via Normale maggiormente diretto. Si trata di una via di alpinismo classico abbastanza facile (la difficoltà arriva fino al IV grado ma solo in alcuni passaggi) ma abbastanza lunga, soprattutto per quanto riguarda la discesa, poiché è necessario percorrere la via Normale.

La cresta si sviluppa per un dislivello di circa 1100 metri. Nel tratto finale si ricongiunge alla via Normale

Accesso: Dal Pian del Re seguire le indicazioni per il Rifugio Quintino Sella che si raggiunge in circa due ore di cammino.

Avvicinamento: Come visibile in foto la cresta parte dalla seconda morena detritica, per chi giunge dal Pian del Re. In caso di neve è possibile/consigliabile l’uso dei ramponi sul piccolo nevaio alla partenza.

Descrizione: L’attacco della via è abbastanza intuitivo perché si trova nell’unico punto facilmente accessibile. Un facile ribaltamento su un grosso gradino roccioso porta all’inizio vero e proprio, segnalato da un chiodo giallo. Da qui in poi la cresta si allarga gradualmente continuando in modo molto lineare senza mai presentare difficili letture della via di salita. Ogni tanto sono presenti dei bolli gialli ma possono essere facilmente confusi con il muschio. Verso la metà della via (quota 3200) si incontra una prima targa in metallo e ci si trova davanti a due diedrini di difficoltà apparentemente uguale (noi abbiamo preferito quello di sx).

Il prossimo riferimento è una targa in marmo che si trova ai piedi del torrione Saint Robert (quota circa 3600). Superare una placca, sempre ben manigliata, inclinata verso sx dove è presente un chiodo, e successivamente proseguire stando sulla sx in un diedrino verticale. Subito prima del diedro, sulla dx, è presente un cordino dove potersi assicurare.

In alternativa si può proseguire verso dx e subito dopo risalire una bella e facile fessura che ci ricongiunge alla via. Superate queste brevi difficoltà si arriva alla base del torrione. Anche in questo caso esistono due alternative: la prima e più frequentemente usata è quella di traversare a sx, seguendo alcuni bolli nascosti, discendere in un canalino detritico (consigliato il secondo dei due) e risalirlo fino a riguadagnare il filo di cresta. La seconda alternativa prevede di scalare il torrione, ma avendo scelto la prima vi rimandiamo ad altre relazioni per le indicazioni su questo tratto (comunque non la fa nessuno).

Risalendo il canale fare attenzione a non provocare scariche di sassi!!!!

Una volta riguadagnata la cresta si prosegue su roccia molto migliore. Arrivati a quota 3700 scendere in un intaglio verso sud dove si nota la scritta Via della Lepre, una via di fuga molto esposta e molto sconsigliata ma anche molto ben segnalata e quindi visibile. La via di salita corretta è segnalata da un chiodo giallo sulla dx. Risalire una placca utilizzando una fessura sulla dx (IV grado) e poi proseguire subito sopra per un piccolo tratto ancora impegnativo. Subito sopra la prima placca c’è un cavo metallico per assicurarsi. Questo passaggio rappresenta il tratto più difficile ed esposto dell’intera via, che prosegue di nuovo in modo intuitivo fino al ricongiungimento con la via Normale fino in vetta.

La discesa si effettua per la via Normale.

Il tempo di salita è stimato tra le 5 – 6 ore.

Materiale: Consigliata la progressione in conserva. Noi abbiamo utilizzato una mezza corda da 30 metri, alcuni friend medi, fettucce e moschettoni.

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