Cima Fer, via Gervasutti

Ai margini del bosco, è ancora lunga...

Ai margini del bosco, è ancora lunga…

 

(ripetizione e foto dell’ 8\6\2014)

Accesso: Raggiungere la frazione di Campiglia Soana. Arrivati allo slargo con il monumento dei caduti imboccare la strada che a sinistra si inoltra verso le case. Parcheggiare dietro la chiesa dove un cartello, l’unico, indica “Alpe Antena”.

Avvicinamento: Seguire la strada che porta alla chiesa di S.Antonio. Dietro la chiesa sorge una “baracca” nella quale un pastore rimette delle mucche. Attraversare il pascolo antistante e reperire la traccia di sentiero, in prossimità di un rudere. Il sentiero, evidentemente poco frequentato, è stato tuttavia manutenuto di recente, sono evidenti segni di taglio di arbusti e qua e là qualche ometto ricostruito. Nelle condizioni attuali con un minimo di attenzione è facile seguirlo senza sbagliare. Si sale dapprima nel bosco, fino ai ruderi dell’Alpe Brogliatto, poi per pietraia, si attraversano dei ruscelli alimentati dalla fusione del nevaio sottostante cima Fer e infine per prati si arriva all’ Alpe Antena. Da lì, evidentemente alla base della parete e della via.

Relazione: Per quanto riguarda la relazione di salita ho trovato comoda e ben fatta quella di Gulliver.it (http://www.gulliver.it/itinerario/58572/). Con un po’ di “naso”, d’altronde, non ci si può sbagliare.

Discesa: Dalla cima abbiamo seguito per una ventina di metri la cresta W-NW, per facili roccette. Dove un breve salto ne interrompe la continuità reperire un ancoraggio per doppia con cordino nero e maillon che permette di scendere in un vago canalone sul versante N. Con una doppia di 30 m siamo arrivati in prossimità di un secondo ancoraggio con cordino viola intorno ad uno spuntone. Una seconda doppia di 30 m ci ha portato in prossimità di un terzo ancoraggio con cordino bianco e maillon che abbiamo raggiunto con pochi metri di facile disarrampicata (prestare attenzione nel recupero delle corde). Una terza e ultima calata di 30 m sempre nel canalone ci ha permesso di scendere un breve salto più ripido depositandoci ai suoi piedi su comode cenge. Recuperate le corde abbiamo traversato lungamente e praticamente in orizzontale verso il canalone che separa la parete vera e propria dalla cima quotata 2628. Raggiunto l’ultimo costolone della parete (ometto ricostruito) il canalone è evidente e si raggiunge scendendo per facili roccette. Raggiuntolo si ritorna velocemente all’Alpe Antena. Tempo impiegato dalla cima all’alpeggio: 1 ora.

Note:

  • Materiale: una 1\2 corda da 60m, friend c4 dallo #0,4 al #2, 4 dadi piccoli, chiodi non utilizzati, rinvii lunghi.
  • Nelle difficoltà la via è abbastanza chiodata ed è facilmente integrabile, il resto è facilmente proteggibile essendo la qualità della roccia generalmente molto buona.
  • Molti dei passaggi più difficili si effettuano sul lato ombroso della cresta che, nonostante le condizioni di caldo sahariano da noi incontrato, erano ancora leggermente umidi. Mi sento quindi di sconsigliarla fortemente dopo eventuali precipitazioni.
  • L’orografia della parete, striata da numerosi costoloni e altrettanti canali, rende inizialmente difficile individuare il percorso seguito dalla via. Tuttavia, una volta arrivati all’Alpe Antena il caratteristico gendarme giallo risalta chiaramente sciogliendo tutti i dubbi.

 

 

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