Booster – Scarpa


Torniamo a recensire scarpette rimanendo anche in questo caso in patria. Parliamo infatti del modello Booster della Scarpa, non più nuovissimo ma ancora sulla cresta dell’onda.Partiamo dalla base: questa scarpa colpisce l’utente medio per il suo aspetto aggressivo dovuto non tanto alla conformazione della scarpa stessa ma all’accostamento dei colori. Un mix giallo e nero con tocchi di arancione e blu che vi conferirà di default lo stato di arrampicatore forte (oltre che un po’ zarro).

Ma veniamo a cose più serie. La scarpetta rispetta gli standard di costruzione della sua ditta e si presenta quindi con una calzata molto fasciante e con la pianta abbastanza stretta, motivo per cui la maggior parte dei climber non ha bisogno di prendere scarpe piccolissime. Inoltre i materiali di cui è composta la tomaia la rendono poco cedevole e meno sensibile alla perdita di forma dovuta alla risuolatura (io dopo due risuolature le uso ancora senza alcun problema).

Se la calzata è la vostra l’effetto che otterrete è quello tipico del sotto vuoto, con l’aria che esce quando il vostro piede entra.

Ideata soprattutto per la scalata strapiombante, data la sua forma molto arcuata, in realtà riesce a riciclarsi bene anche negli altri ambiti della scalata: tranne che nella speed, quella non è scalare.

La mezza suola e l’estrema morbidezza e sensibilità della punta infatti, la rendono confortevole anche sugli spalmini più fetidi e gommati. Inoltre il tri-tension system, che sembra tanto solo un parolone buttato lì per fare figo, mantiene il piede nella giusta posizione impedendo che la scarpa si disarticoli durante una splamata su una placca fotonica. Anche il design della punta però rispetta gli standard di costruzione Scarpa, che francamente non comprendo, ed è quindi abbastanza larga: questo la rende a mio avviso un poco meno pratica soltanto in caso di buchi molto piccoli in cui si debba infilare la punta.

Certo non il supporto non è lo stesso rispetto a quello fornito da altri modelli della casa costruttrice, vedi Vapor VS o lacci, ma soprattutto in caso di climber leggeri la performance viene salvaguardata. Se sei un cicciobomba questa non è la tua scarpetta, prenditi le Katana che non si piegano neanche nella morsa da fabbro.
La parte posteriore chiude molto bene sul tallone assicurandone la tenuta.
Gli unici difetti riscontrati, oltre il sopracitato design della punta, sono la notevole gommature presente sopra la punta, che in alcuni casi può fare male, la scarsa traspirabilità dovuta ai materiali utilizzati (che poi tanto il piede vi puzza uguale). 

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