Spaco Botilia Rock Trip

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Settore Cascata – Baile Herculane

<<Ragazzi ma venite da me e Silvio in Romania a scalare si sta da dio: roccia fighissima e poi scendi e ti fai il bagno nelle acque termali. C’è anche venuto il Petzl Rock Trip. (Figa)>>

Più o meno è questo ciò che Titti ci ha ripetuto martellandoci per un mesetto buono per convincerci a raggiungerli in Romania e tastare la roccia del luogo.

E niente…. Siamo andati

La Romania è un posto particolare, esce ora dagli strascichi lasciati dal regime filo-sovietico caduto agli inizi degli anni novanta e inizia a godere dei benefici che questo porta. Girando per Bucarest è normale vedere palazzi fatiscenti e scrostati vicino a cui sono stati costruiti mega centri commerciali sfavillanti.

Ma noi di questo ce ne sbattiamo: siamo venuti per scalare mica per discutere la questione socio-economica rumena. Ci infiliamo in un pub e dopo un litro di birra (a testa ovviamente) andiamo a dormire nel parco giochi di fianco al parlamento, dopo aver fatto un giretto sulle giostre naturalmente.

Dopotutto però siamo qui per scalare e quindi andiamo a casa e prepariamo la giornata di domani: destinazione Brasov, patria del conte Dracula (c’è anche il castello) e capitale della Transilvania. Per capire com’è sviluppato il comprensorio di falesie di Brasov immaginate di camminare per il Valentino e di avere pareti di calcare che si alzano ai lati. Più o meno è così, solo che non c’è lo Chalet. La roccia però si rivela non eccelsa come ci si aspettava: bene ma non benissimo.

Il weekend però si prospetta pieno di soddisfazioni e dopo solo 4 ore e mezza di statale mono-corsia in cui i pacati automobilisti rumeni fanno lo slalom tra carretti trainati da cavalli e camion, arriviamo a Baile-Herculane, rinomatissimo centro termale ora un po’ in disgrazia (oltre che a pezzi). Sono le 4 di pomeriggio ma la ralla ci impone lo stesso di fare due tiri prima di cercare una sistemazione per la notte, visto che a causa delle simpatiche temperature polari abbiamo scartato il piano originario di dormire in tenda. In mezzo a tutte le pensioni (vuote) sculiamo per davvero e troviamo probabilmente l’unica appena costruita e via dentro la vasca termale.

Il giorno dopo siamo carichi per andare al settore della cascata, quello del Petzl Rock Trip per intenderci (mica cazzi), che effettivamente è bello per davvero: peccato per la guida dimenticata in auto. In più il sole va via subito e complice un tenue venticello artico la temperatura scende subito.

<< Boh Gyppa questa mi sembra la linea più fattibile, cioè in realtà l’unica in cui immagino piùomenoquasi come salire>>

Mai visto Gyppa sucare così duro per arrivare in catena (si scoprirà poi essere un progetto non liberato, nonostante il passaggio dei forti della Petzl… Mah).

Comunque non ci diamo per vinti ma astutamente cambiamo settore, riuscendo così ad arrampicare in modo degno.

L’ultimo giorno ci svegliamo con 1 grado e decidiamo di conseguenza di andare in una falesia al sole. Peccato che sia autunno inoltrato e quindi quella falesia non sia già più al sole. Viviamo però l’esperienza di passare attraverso un piccolo villaggio di zingari, dove tutti i bambini che incontriamo ci chiedono se abbiamo del cioccolato. Per fortuna abbiamo fatto scorta e almeno qualcuno torna a casa soddisfatto.

In conclusione la Romania ha un sacco di posti dove potenzialmente si può e si deve scalare: bisogna solo aspettare che piano piano vengano fuori. Mi rendo conto che questo breve articolo non può descrivere pienamente la nostra esperienza e infatti c’è il video apposta.

Un’altra cosa degna di nota in Romania sono stati gli incontri che abbiamo fatto. In primis una coppia di couch surfer che avevano intrapreso un viaggetto a piedi dalla polonia a Istanbul, senza barare in autostop (hanno una pagina facebook che si chiama “Far by Feet”) e poi Caterina, un avvocato annoiato che nel weekend gira la Romania in autostop.

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