Limo nero, à la recherche du glace perdu.

Di certo l’inverno 2014\15 non passerà alla storia come uno dei migliori per le condizioni delle cascate di ghiaccio, tuttavia non aver ancora preso in mano le piccozze ammetto che mi dispiaceva e così domenica scorsa con la complicità di Luca puntiamo il muso dell’infaticabile (e per fortuna economica) panda verso la Val Varaita e in particolare il borgo di S.Anna. La speranza è di trovare un po’ di ghiaccio tra le pieghe dei contrafforti rocciosi che delimitano la piana di Ceiol e in particolare confidiamo nel flusso di Limo Nero. Reduce da una cena terminata solo una manciata di minuti prima dell’ora prefissata per l’appuntamento, con buona pace di Luca che per mezz’ora impreca sotto casa contro il mio colpevole e inscusabile ritardo, schizzo in strada alla velocità di una lumaca, trascinandomi dietro una borsa riempita a casaccio di non so cosa. Solo quando realizzo che sono in maglietta alle 5:00 di mattina mi rendo conto che in effetti le temperature sono un po’ altine. Così con la preoccupazione di sobbarcarci diverse ore di macchina per un buco nell’acqua (letteralmente) ci avviamo. Arrivati al rifugio Melezé, dove parcheggiamo, le nostre speranze tornano ad accendersi, seppur fievolmente, alla vista in lontananza dei flussi ghiacciati. Dopo una facile scarpinata raggiungiamo l’attacco di Limo Nero e sebbene il ramo destro (faccia a monte) è crollato, quello sinistro sembra in buone condizioni. Parto fiducioso e dopo poche piccozzate sono del tutto felice: Complici le alte temperature il ghiaccio, tutto sommato abbondante, si presenta di una densità burrosa che accoglie le lame dei nostri attrezzi senza opporre la minima resistenza. Ci lanciamo così verso 4 tiri di puro divertimento per un battesimo della stagione decisamente inaspettato. Al ritorno alla macchina un ricco e meritato panino al rifugio Melezé ha svolto la funzione della famosa ciliegina sulla torta in una giornata che nonostante le scarse premesse si è rivelata assolutamente super!

Osservazioni in data 11/10/2015:

La strada è sgombra da neve fino al rifugio Melezé dove si parcheggia. L’avvicinamento è facile ed evidente, tuttavia il manto nevoso presenta una crosta non portante a tratti fastidiosa. Nonostante si vada bene anche senza racchette da neve o sci, ammetto che a me non sarebbe dispiaciuto avere una delle due cose. Il ramo alla sinistra idrografica è in forma assai poco solida, tuttavia alla sommità del risalto che incombe sul canale d’accesso resistono dei grossi blocchi che abbiamo giudicato in equilibrio abbastanza precario. Dal canto nostro abbiamo preferito, quindi, attaccare tenendoci il più a sinistra possibile, ignorando la prima sosta sul grosso masso al centro del canale stesso, idem per l’ultima doppia in discesa che abbiamo attrezzato su un abalakov.

RECENSIONE: LIMO NERO

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