Pointe de Falinier da Cheneil

Riccardo è un tipo che mentre stai scalando ti propone di sciare, mentre scii ti parla di bici e se hai la sfortuna di farti convincere ad andare in bicicletta molto probabilmente non ti parlerà di niente, perchè se ne starà tutto il tempo davanti, troppo veloce per essere a portata di voce. Sicchè se dovessi avere un incidente se ne accorgerebbe solo il giovedì seguente, quando non ti vedrebbe arrivare in palestra per fargli sicura. Comunque sia, era proprio giovedì quando me ne stavo sconsolatamente in palestra a rantolare sugli stessi patetici tiri quando Riccardo mi fa: “Domenica sciamo?”. Come resistere ad una proposta così allettante in un momento di sconforto come quello in cui ti trovi quando per l’ennesima volta sei ai piedi di un inscalabile 6c?!. “Ovvio!” rispondo io. La meta è presto decisa: Cheneil, poi dove esattamente si vedrà… Così domenica mattina, dopo una risoluta bocciatura alla mia proposta di appuntamento alle 7.00, ci ritroviamo alle 8.45 al bar di Quincinetto per la prima colazione. Dopo una sosta per la seconda colazione arriviamo finalmente nei pressi di Cheneil. Paesaggio da vacanze di Natale: neve e decine di macchine su e giù per la stretta strada. Parcheggiamo educatamente in coda e ci prepariamo alla partenza, la squadra così composta: io, alessandro, paolo alla sua prima esperienza di snowboard-alpinismo, riccardo e la povera erica alla quale era stata vanamente promessa una domenica in spa…
Il percorso per P.ta Falinier scorre via piacevole nonostante l’affollamento davvero surreale di tutta la zona, la traccia è talmente battuta che la si può percorrere in scarponcini. Cheneil è un borgo davvero suggestivo, i dolci pendii delle montagne che lo circondano non chiedono altro che essere sciati e così senza rendercene conto ci troviamo in vetta a Pointe Falier. Intorno a noi è un unico grande arabesco di tracce di sci, non un solo fazzoletto di neve vergine si scorge a perdita d’occhio. Per nostra fortuna, tuttavia, quella che ci sembra la linea più interessante risulta essere anche la meno tracciata: dal colletto sotto la punta ci buttiamo verso nord puntanto dritti verso l’abitato. Un divertente pendio ci permetterà qualche bella curva conducendoci dritti al ristorantino del paese, morale della giornata: una meritata birra fresca per brindare a quella che è la gita di inizio stagione più “precoce” della mia vita da scialpinista!

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