Giornata Cristallina alla Cristalliera

Cristalliera – Val Chisone

“Laddove tutti pensano allo stesso modo, nessuno pensa un gran che”

Walter Lippmann

 

Come avrete capito questo non è un semplice sito di Alpinismo, bensì un diario incostante di sette appassionati di montagna che pubblicano gli articoli in puro stile Casuals. Per questo motivo scrivo solo ora del mio battesimo Alpinistico alla Cristalliera, pur risalendo a quest’estate..

Dopo esserci beccati pioggia per ben quattro giorni di seguito, clamorosamente fregati da Meteo-France che continuava a confermare ostinatamente tre splendide giornate soleggiate, e soprattutto seguendo l’ottimo consiglio di Gianlu (“ma si fa bello, bivacchiamo senza tenda!”): raccattiamo i sacchi a pelo fradici e abbandoniamo in fretta e furia il nostro bivacco a mo di ovile sulla pietraia di fronte alla Barre des Ecrins. Ripercorriamo a ritroso il lungo ed infinito avvicinamento, lasciamo il Ghiacciaio Bianco con la neve tutta smaciullata dalla pioggia, giungiamo a Vallouise e abbandoniamo definitivamente la Val Durance e i nostri quattro giorni di vacanza subacquea!

Decidiamo così di dirigerci verso la Val Chisone e il giorno successivo siamo pronti per scalare la Cresta Sud Est della Cristalliera, che diverrà la mia prima vetta Alpinistica! Alle 7 del mattino siamo quindi davanti al Rifugio Selleries, dopo aver fatto una mezz’oretta di sterrato (grazie macchina di Paola!) e ingurgitiamo pancarrè, marmellata e crema di arachidi sotto una gelidissima brezza mattutina..

Ovviamente siamo senza cartina: il nostro equipaggiamento consiste solo in qualche appunto che il Certosino ha raccolto nel suo libretto nero di montagna. Cerchiamo perciò di orientarci, tra ricordi di infanzia e intuito muntagnin, il che ci porta ad inerpichiarci su di un ripido pendio fino ad un colletto alla base della cresta che si scorge dal Lago. Stabilito che non eravamo sul fantomatico Colle di Pra Reale, decidiamo di salterellare per una bella mezz’oretta tra i pietroni franati dalle pareti circostanti, per giungere infine ad un altro colle e con sollievo, scoprire finalmente essere quello giusto: da lì infatti spicca il primo torrione e la sua mega fessura.

Alle 10.30 iniziamo quindi la scalata. Pur sputando il sole, la giornata è freddissima e ventosa, tanto che scaliamo tutto il tempo con la felpa. Non sembra affatto pieno agosto, però almeno non piove! Il primo tiro è dato un quarto, ma saranno gli scarponi ai piedi e non le scarpette, bah, fatto stà che Gianlu azzera tutto!!! E io ovviamente pure! 🙂

Il secondo torrione invece è molto facile e per un novellino come me, anche bello da scalare; come anche il terzo torrione, di cui l’unico passaggino difficile è il ribaltamento su di un diedro, che Gianlu ha eseguito con la tripla mossa carpiata del Lombrico, mentre io invece del Leggionario.

Peccato però che di arrampicata vera e propria ci siano solo i tre torrioni, poi si prosegue sul filo della cresta tutto in Conserva. Questa maledetta Conserva: che se lasci la corda troppo corta, ci si da gli strattoni a vicenda e se la lasci lunga, sbattendo contro le pietre le fa crollare addosso al secondo, cioè a me: Melissa, “La Scassa Cazzi che se mai diventassi Guida e avessi un Cliente come Te, straccerebbi il Patentino e andrebbi a fà er giocatore professionista de Scacchi”!! (Colizza et al., 2014). … dai, comunque a parte la Conserva (che mi ha fatto abbassare il voto di ben due punti), me l’ero cavata egregiamente, meritandomi un bel nove! 🙂

Melì

RECENSIONE: CRISTALLIERA – PUNTA SUD EST

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