Orrido ma non troppo!!

Oggi spezziamo una lancia in favore di un bella falesia, un po’ nascosta e forse anche un po’ dimenticata. Della falesia dell’Orrido di Chianocco si dice poco e spesso si dice male, che i tiri sono duri (vero), che i chiodi sono pochi (falso). Non intendo sperticarmi in lodi, ma solo cercare di dare una descrizione il più possibile oggettiva di una falesia forse troppo bistrattata. L’Orrido di Chianocco ha una storia particolare e complessa, figlia di contrasti tra i giovani talenti degli anni 80′ ed un’amministrazione non troppo lungimirante, contrasti che ne causarono il progressivo abbandono fino a pochi anni fa. E’ bene tenere presente che la falesia è posta in una riserva naturale e di conseguenza bisogna comportarsi, con discrezione ed educazione. Inoltre vige il divieto di arrampicata dal 1° Dicembre al 30 Giugno. L’orrido è per sua conformazione psicologicamente aggressivo, ci si ritrova a scalare tra due pareti molto verticali con il frastuono della cascata che copre le urla dei compagni, ma se si riesce a superare il primo impatto ci si accorge che il luogo, seppur ristretto, è di tutto rispetto. La roccia è sicuramente particolare e, in alcuni punti più che in altri, richiama le conformazioni calcaree del finalese, con molti buchi di varia dimensioni. A mio avviso scalare a Finale rimane sempre meglio e il paragone è un po’ forzato. Senza dubbio però sia la roccia che lo stile di arrampicata, sono tra i migliori della Val Susa. Le vie sono tutte naturali, cosa non scontata in questa valle, e soprattutto seguono vie logiche, molto belle e senza forzature. In questo modo si riesce ad apprezzarne la reale bellezza. Sicuramente l’assenza di tiri facili, dovuta anche alle numerose revisioni che la falesia ha subito e alla presenza della via ferrata, è uno sbarramento ma non è sicuramente l’unico caso. Ora passiamo all’argomento più scottante: la chiodatura. Per quanto mi riguarda, ogni volta che ho chiesto informazioni ho ricevuto ammonimenti sulla chiodatura giudicata troppo distanziata. Nonostante la mia esperienza sia limitata posso affermare che i chiodi ci sono e soprattutto sono messi dove servono, in modo logico; certo non sono piantati ogni 50 cm come in palestra ma non immaginatevi run out di 5 metri a metà del tiro. Alcune vie presentano una chiodatura vecchia, almeno parzialmente, ma questo fa parte della travagliata storia dell’orrido e comunque sono segnalati sulle guide. In sostanza è un posto che non merita molte delle critiche che riceve e che bisogna provare in prima persona (come quasi sempre accade). Per informazioni maggiormente dettagliate sulla storia ecco il link di un articolo di Adriano Trombetta, Guida Alpina e uno dei chiodatori più attivi all’orrido:                                                                   http://blogmountainzone.blogspot.it/2013/05/lorrido-di-chianocco.html

Mentre per una guida alle vie della falesia potete cliccare qui: https://climbingcasuals.wordpress.com/relazioni/falesie/orrido-chianocco/

La qualità delle foto non è eccezionale ma è il massimo che sono riuscito a tirare fuori dai 6 megapixel della macchinetta  Nick

 

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