Vertigine è scritto sul vocabolario?

Post veloce e indolore che racconta di una nottata insonne e la vetta di un pilastro imponente.

Già li sento gli insulti dei miei compari per l’ennesimo sabato in cui mi ritiro presto per andare a scalare. Torno a casa a mezzanotte dopo essermi sentito dire le peggio cose, mi metto a letto e cerco di dormire. Non ci riesco, accendo il pc, imposto lo spegnimento automatico e metto in play la solita puntata di x-files (sì, i complotti governativi e i rapimenti alieni mi conciliano il sonno). Nulla, ancora sveglio. Sento il mio coinquilino rientrare, do un’occhiata alla sveglia, impreco: sono le 3.

Le 6, suona la sveglia: finalmente. Alle 7 incontro Andrea e Ettore, siamo d’accordo per andare a scalare il pilastro di Lomasti. Abbiamo in mente due vie: Vertigine e Mamma li turchi; entrambe 7a+ max, entrambe 6b/6c obbligatorio. Per quanto la cosa mi ecciti (vedi la nottata insonne, ndr) sono comunque preoccupato: non scalo un multipitch da tempo e mai sopra il 6b e soprattutto non voglio rallentare i miei fortissimi soci.

Ore 8.30 circa, siamo al Machaby. Andrea oggi è in vena di insulti, se la prende prima con i miei abiti, dal colore piuttosto acceso, e poi con i CAIani e il loro modo di portarsi dietro la roba da scalare al quanto particolare (in effetti in uno zaino sarebbe più comodo e meno rumoroso, no?). Partiamo per il sentiero, siamo leggeri: anti-vento, acqua, imbraghi, discensori, cordini, scarpette e 12 rinvii.

Da qui perdo la cognizione del tempo, più che altro non me ne preoccupo più. Attacchiamo Vertigine, che il Vecio (Ettore) aveva intenzione di scalare già da tempo, con la promessa di tornare per Mamma li turchi (poco ripetuta e di cui si hanno poche informazioni).
Primo tiro, impreco: placca. Secondo tiro, non lo capisco: cado e sbatto uno stinco. Ci riprovo, passo il blocco e trovo i famosi buchetti di cui parlano le relazioni: ahh meraviglia! Tecnico sui piedi e passo veloce in continuità, da qui in poi è stupendo. Tra una sosta e l’altra abbiamo l’onore di ammirare l’uso del rinvio rigido per la mungitura dei CAIani (rega’ qua se scherza!) e riusciamo anche a fotografarne uno in posa estetica.
L3, L4 e L5 rimarranno per sempre nel mio cuore. L3 inizia sul tecnico, non passano (senza non cadere) sia Ettore che Andrea, ci riesco io (piccola soddisfazione) e dopo tengo duro fino alla sosta: buco, reglettes, buco, reglettes. Fantastico! L4 ha un inizio davvero fisico, traversino a sinistra su buchi (o qualcosa di simile) abbastanza svasi e dopo in continuità come L3, super davvero! L5, inizia su una sosta un pelo scomoda (in “aria”) attaccando un fessurino verso destra davvero intenso e stra-bello, i miei complimenti vanno ad Andrea che passa tranquillo e sicuro. A me poi il compito di portare tutti in cima sugli ultimi tiri facili, belli e panoramici.

Siamo giù per le 16, in macchina dopo un 20 min circa (sì, abbiamo corso come dei cretini), a Torino per le 17.

Gianluca R.

RECENSIONE: VERTIGINE

 

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