Mangusta WildClimb

La Mangusta è al momento, l’ultimo modello messo in produzione da Wild Climb, fervente marchio Veneto.

Come impostazione è una ballerina, però una volta alzato il cofano si scopre che sotto c’è ben altro. Prima di tutto l’aggiunta di un velcro la rende molto più efficace nei tallonaggi energici, evitando che si stappi come un tappo ronco, e più in generale contribuisce a creare l’effetto di “piede sotto vuoto” caratteristico di questa calzatura.

Per esperienza personale, come comodità di calzata la paragonerei alla vapor della scarpa, che comunque, almeno sul mio piede, risulta molto più dolorosa. Tuttavia come precisione in punta non c’è paragone. Vince Mangusta. Il giusto compromesso tra sensibilità e sostegno, unito ad una punta stretta ed una forma abbastanza asimmetrica la rendono performante su ogni terreno.

Viene superata da scarpe come Mago o Booster sul terreno verticale con microappoggi netti. Tuttavia quando viene aggiunta una spolverata di spalmo o strapiombo la maggiore morbidezza la rende molto più affidabile.

Una sensazione che ho riscontrato poi è quella di controllo sui piedi. Non mi è mai successo di perderne uno, senza essere totalmente consapevole di averlo messo veramente da cani. Ovviamente quest’impressione è un troppo soggettiva per essere riportata in termini di causa-effetto.

Ritorniamo allo spalmo. Essendo una scarpa morbida, ma non troppo, si riesce ad ottenere un buon compromesso tra sostegno e sensibilità senza dover scendere di misura in modo scenografico, complice una tomaia che si adatta bene alla forma del piede, senza però sfondarsi. Scalandoci per una decina di mesi, con una frequenza di due o tre volte a settimana (solo su roccia) non ho notato cedimenti o cadute di prestazione, anzi, è dopo un mesetto e mezzo che sono andate a regime. In foto si può vedere come abbiano retto ad un uso abbastanza intensivo, senza riportare scollamenti o sgualciture.

Nel complesso è una scarpetta molto versatile ed adatta a qualsiasi tipo di inclinazione. Unico difetto evidente forse è la troppa poca traspirazione. Nelle giornate calde si tende a patire la temperatura. Tuttavia se ciò viene considerato in termini di resistenza dei materiali e durata, è un prezzo che si può pagare.

Ultima nota: in negozio le si trova circa a 80-85 €, che per le tasche di un climber qualunque è un bel risparmio.

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2 risposte a “Mangusta WildClimb

    • Ciao Mattia, di scarpe cittadine ho il 42. Le mangusta le ho prese 38 e mezzo, mi calzano strette ma non estreme. Tre numeri in meno, tre e mezzo se ti piace la scarpa precisa. Detto questo ti conviene provarle perchè ogni piede è fatto a modo suo

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