MelloBlocco 2014

Casa del Riccardo, più o meno verso mezzogiorno e mezzo, il momento in cui ci siamo resi conto che la capacità di carico del fedele fuoristrada non è infinita. Ultimato di stipare oggetti secondo attentissimo ordine ed estrema diligenza, chiuso il portellone (6C+ blocco expo) e partiti.

Prima tappa, banchetto del primo maggio, perché evento non perdibile. Fatto scorta di energia positiva, e raggiunto un sufficiente contenuto di alcol nel sangue, ci rimettiamo in viaggio, con Fede, Giulia, Andre ed i rispettivi materassi/zaini. Illuminati dall’ingombro di questi, scopriamo che il bagagliaio di un’auto non è necessariamente solo interno al veicolo. Legati dei pad sul tetto, e rilegati, e slegati, e rilegati,.. ed eccetera.., si gira finalmente verso Sondrio.

Il viaggio se ne passa rapido, ed in 3 ore, ce ne arriviamo caldi come boilerz in quello che per noi sarà, nei 3 giorni a seguire, il posto più figo del mondo.
Piove, ma non è cosa degna di nota. La prima sera se ne va tranquilla.

Piove ancora, ma sbrigati i primi convenevoli con la cosa, ce ne si dimentica, armati di ombrelli andiamo a cercare sassi coperti per dare rimedio agli eccessi di pelle. Forse faceva freddo, ma il ricordo è stato cancellato dalla voglia di scalare. Primo blocco della giornata ed accade il fattaccio, il Riccardo cade male e si incalca l’anulare sinistro. Per un attimo la cosa sembra turbarlo…poi scoprì di essere in grado di liberare monomovimenti e sequenze mono arto di una durezza allucinante. Si può dire che, tra i ragazzi della cricca, è stato lui a chiudere i passaggi più tonici e futuristici, armato di: mano destra, piede sinistro (perchè l’omolaterale non ci piace) e testa.

Con lo yoga serale scopriamo che lo stretching attivo, oltre a comportare dell’enorme dolore, rimette in sesto quello che rimane di un corpo umano dopo una giornata di “bouldering”.

Molte birrette dopo, con ancora gli tzaa del film di Adamo che fischiavano nelle orecchie, arriviamo al secondo giorno. Il sole spacca le pietre. Da li in poi i ricordi sono confusi. Più o meno si possono racchiudere in questo schema logico: abbiamo incontrato un blocco bellissimo con delle linee perfette, abbiamo fatto 2 o 3 tentativi con una motivazione enorme ed un grande gusto, abbiamo girato la testa di 20° in direzione casuale,  abbiamo incontrato un altro blocco bellissimo con delle linee perfette,  abbiamo fatto altri 2 o 3 tentativi con una motivazione enorme ed un grande gusto, abbiamo girato la testa di 20° in direzione casuale…ecc.. Questo a sfinimento.

Altre birrette dopo, ed un risveglio non dei migliori, arriviamo al terzo giorno. Ancora sole, a sfregio degli anni passati. Decidiamo di spostarci dalle zone vicine all’accampamento e di salire fino in fondo alla Valle. Finita la pelle sulle mani iniziamo a fare placche senza mani. Finiti anche i piedi. Si torna verso il basso.

 

In riassunto: tre bei giorni in una valle stupenda con bella gente ed una roccia speciale.

A presto Val di Mello.

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