Cima del Carro

Che l’accoppiata “cena da Vince + gita con Andre il giorno dopo” non fosse una combinazione salutare era più che evidente, tuttavia come poter scegliere tra due proposte così invitanti? Se da un lato le implicazioni culturali della cena la rendevano assolutamente imperdibile, dall’altro era altresì ovvio che dopo l’impegno culinario della stessa era altrettanto necessario fare qualcosa per placare il rimorso…d’altronde si sa che ogni sgarro alla dieta è un peso sulla coscienza che chiede vendetta e l’unico rimedio è lavarlo con l’acido lattico! Soluzione ovvia, quindi, dire di si a tutti e due. Così l’indomani, o la sera stessa, dopo un breve riposino insufficiente a scacciare i postumi degli spaghetti poco piccanti e delle conserve Pugliesi, con l’apparato digerente che ancora sputa fuoco e fiamme, mi scolo una tazza di limone con un po’ di tè, cerco di ingurgitare a forza un panino con la marmellata e riesco ad essere puntuale all’appuntamento, meta: Cima del Carro dall’omonimo vallone. Alla partenza l’aria è fresca, il cielo di un limpido commovente, le condizioni dell’innevamento sembrano ottime, le gambe girano, insomma ci sono tutte le condizioni per un’altra super giornata, resa ancor più saporita dal martedì, e della sera prima non resta che il ricordo dell’ottima compagnia! Risultato: una divertente gita esplorativa a questa panoramica e remota cima e un ottimo libro da leggere, nonché un consiglio scialpinistico ed uno culturale per voi lettori. Enjoy yourself!

 

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