Colle perduto dal rifugio Mila

Il Colle Perduto ammicca, altero e malizioso, alle spalle di tutti gli arrampicatori che si affannano sulle belle e solari pareti del Sergent. Questi, di rimando, presi dall’incastrare le mani nelle fessure, spesso restano ciechi alle sue avances. Tuttavia il fascino selvaggio di quell’invitante ed evidente linea aveva da subito stuzzicato la mia fantasia e un impeto di curiosità mi formicolava nelle gambe ogni volta che lo vedevo. Finalmente quest’anno tutti gli elementi per una ripetizione s’incastrano e  con Faber partiamo baldanzosi per quella che crediamo essere una rapida sgambata, in fondo il colle è là, appena dietro il bosco… 18 km e 1700 metri dopo tornavamo alla macchina con le gambe abbastanza stanchine e una nuova concezione dello spazio\tempo. In definitiva se siete degli amanti degli spazi selvaggi, se siete degli entusiasti della fatica, se il cuore vi sorride alla vista dei bucaneve in fiore, se la voce della primavera che vi parla attraverso il mormorio del ruscello è musica per le vostre orecchie e il guizzo di un camoscio sorpreso dall’incedere silenzioso del vostro passo nella sacralità del bosco è gioia ai vostri occhi, beh allora è la gita che fa per voi.

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