Cima delle Vallette da Frais

Venerdì sera da panico: la nostra guida latita. Il mentore di tutte le gite di quest’anno è irraggiungibile, mi chiedo cos’ho fatto di male per meritarmi una punizione del genere, peraltro proprio il venerdì sera, e intanto crògiolo in un bagno di disperazione\ansia\angoscia più totali per l’imminente futuro. Poi, all’improvviso, proprio quando un concitato e faticoso scambio di sms e brevi chiamate con Faber ci aveva portati a scegliere un’alternativa papabile per placare le nostre voglie, un improvviso lampo di luce arriva a squarciare le nubi foriere di funesti presagi che avrebbero attanagliato i miei incubi di slavine improvvise e imponderabili che si abbattono misteriosamente sugli unici pendii forniti di neve in mezzo a distese di prati brulli e creste spazzate dal vento. Più precisamente la luce è quella del monitor del cellulare che si illumina placidamente e ritmico al segnale di ricevuto sms. Finalmente Ettore torna reperibile (era in palestra) e con lui il mio buon umore e la voglia di fare l’amore, ubriacarmi e sfondarmi di kebab fino a notte fonda, insomma tutto ciò che possa far bene in preparazione di una gita scialpinistica. In ogni caso l’appuntamento per l’indomani è fissato e la gita decisa: P.ta delle Vallette da Frais. Parto così senza particolari aspettative, desideroso solo di passare una buona giornata e farmi una sciata, per quella che si rivelerà una gita divertentissima in ottima, ovviamente, compagnia. La salita si rivelerà varia e non faticosa grazie ad un’ottima traccia e la discesa assolutamente divertente su neve da buona a molto buona dopo la provvidenziale nevicata dei giorni precedenti che ci permetterà persino qualche bella curva su fondo soffice e abbastanza profondo. Unico, piccolissimo neo, l’assoluta fedeltà degli agenti atmosferici alle previsioni meteo. Dal colle delle Vallette fino alla vetta entriamo nelle nubi previste che ci limitano il panorama e un po’ la visibilità in discesa, fortunatamente le rare e deboli raffiche di vento intervengono ad aprire qualche spiraglio qua e là senza tuttavia infastidire. Insomma, ancora grazie a Ettore per aver tirato fuori dal cilindro questa bella gita!

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